Assegno di cittadinanza, 2013

COMUNICAZIONE
della SEGRETERIA POLITICA NAZIONALE
di lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
(FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”)

PER L’ASSEGNO DI CITTADINANZA NON VALE IL PRINCIPIO DEL RINVIO.
MAI COME IN QUESTO CASO, INFATTI, IL “MEGLIO” È NEMICO DEL “BENE”.
E LA REGIONE SICILIANA NON PUÒ RESTARE A GUARDARE.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che, in Italia, – e soprattutto in Sicilia, – sia necessario ed urgente procedere alla INTRODUZIONE dell’ASSEGNO MINIMO VITALE (o reddito di cittadinanza, o salario sociale che dir si voglia).
Per i disoccupati, per gli indigenti, per coloro che non hanno mai avuto, tantomeno ufficialmente, un posto di lavoro e che non godono di alcun reddito, si deve fare qualcosa di serio e di incisivo.
Le tante CRISI in corso, che sono politiche, “finanziarie”, sociali e soprattutto economico-produttive, non giustificano il rinvio o, peggio, l’insabbiamento della soluzione del problema. Anzi, la rendono ancora più opportuna, più utile, oltre che inderogabile ed impellente. E – lo sottolineiamo – “IRRINUNCIABILE”. Viviamo, infatti, in una condizione di miseria e di disperazione per la quale occorre immediatamente una via di uscita.
Non è, insomma, una scelta tollerabile quella che, pare, sia stata adottata in materia dalla classe politica e dal governo italiano, di rispondere in termini di POLITICHESE.
Esistono, infatti, emergenze sociali ed occupazionali ed esistono obblighi di natura “COSTITUZIONALE”, che non possono essere disattesi, neppure con la scusa di fare “meglio” in seguito. In questo caso il MEGLIO sarebbe nemico del BENE e BISOGNA, QUINDI, PROVVEDERE SUBITO.
A tutto ciò si aggiunga la considerazione, niente affatto peregrina, che, proprio nella SICILIA dissanguata (anche dalle scelte antisiciliane), la introduzione dell’assegno minimo vitale provocherebbe un salutare, seppure modesto, INCREMENTO DEI CONSUMI, che si verificherebbe capillarmente sul territorio.
Incremento che – se arriverà in tempo – potrà impedire la chiusura (leggi: il fallimento) di tanti piccoli e grandi esercizi ed attività commerciali, artigianali, industriali, che, a loro volta, sopravvivono a stento e che ancora garantiscono, – per quel che possono, – occupazione e lavoro.
* * *
L’assegno in questione dovrà prescindere dalle altre iniziative sociali e sindacali previste dalla vigente legislazione, alle quali pure è doveroso dare corso e applicazione, e dovrà riferirsi, in modo intelligente e dinamico, alle fasce più deboli della Società, per le quali non esistono altre forme di intervento.
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La Regione Siciliana, a norma di Statuto, può provvedere immediatamente ed autonomamente per quanto riguarda, appunto, la Sicilia. Potrà, semmai, – senza sottrarsi ai propri specifici doveri istituzionali, ed in un secondo tempo e se necessario e se utile, – adeguarsi alla normativa statale, una volta che questa sia entrata in vigore. Occorre – insomma – correre, correre, correre. E rispondere alle esigenze più impellenti del Popolo Siciliano.
Sarebbe disastroso, peraltro, se, in questo momento, il Governo Regionale e l’ARS rimanessero – MORE SOLITO – a “GUARDARE”. Ed a “PARLARE” a vuoto!

A N T U D U !

Palermu, 27 giugnu 2013

Il Segretario Politico Nazionale
(Giuseppe SCIANÒ)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
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