Tribunali!

KUMMUNIKATU FNS

L’FNS RITIENE CHE SIA NECESSARIO E DOVEROSO, OLTRE CHE OPPORTUNO, RIDURRE, IN ITALIA ED IN SICILIA, LE SPESE PER IL MANTENIMETO DI UFFICI, DI STRUTTURE E DI SERVIZI PUBBLICI, MA LA MINACCIA DI SOPPRIMERE, – IN MODO SPECIFICO, – NUMEROSI UFFICI GIUDIZIARI, (SOPRATTUTTO IN SICILIA), È UN RIMEDIO PEGGIORE DEL MALE, CHE, PERALTRO, RENDEREBBE PIÙ DIFFICILE LA VITA AI CITTADINI.
* * *
I DIRITTI FONDAMENTALI DEI CITTADINI NON POSSONO ESSERE “MONETIZZATI” O SACRIFICATI.
* * *
SÌ ALLA LOTTA AGLI SPRECHI E AL PARASSITISMO. SÌ AI “TAGLI” DEI CONTRIBUTI AI PARTITI E ALLA “POLITICA POLITICATA”.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono solidarietà ai Cittadini di CALTAGIRONE e a quelli del Circondario, che da tempo lottano civilmente e protestano per ottenere che il locale, “storico”, TRIBUNALE non venga soppresso nell’ambito delle manovre finanziarie in corso.
Si tratta di una “protesta” che ci obbliga a riflessioni di carattere più ampio.
L’esigenza di risparmiare, da parte dello Stato e del Settore Pubblico in genere (Regione Siciliana compresa), è certamente un’esigenza RICONOSCIUTA (… purtroppo anche all’Estero). Ma vanno “RICONOSCIUTI” pure i diritti fondamentali dei Cittadini, della Società, dell’Uomo. Diritti che, appunto in quanto fondamentali, non sono “MONETIZZABILI” con tanta disinvoltura.
Va, quindi, rispettato il DIRITTO del CITTADINO di “ADIRE LA GIUSTIZIA” senza essere esposto alle spese eccessive, ai disagi e agli inconvenienti derivanti, in concreto, dalla NECESSITÀ di raggiungere le località dove saranno concentrati gli Uffici giudiziari.
Chi si avvarrà dei servizi di trasporto pubblici difficilmente riuscirà ad arrivare o a partire in tempo.
Qualche politico ha adombrato anche il timore che, soprattutto in Sicilia, – l’abolizione di un altissimo numero di SEZIONI distaccate e la chiusura di NON POCHI Tribunali (37 per l’esattezza) finisca con l’agevolare la MAFIA ed i CLAN locali. Si parla di una vera e propria “CAPORETTO” della “GIUSTIZIA”.
Forse si esagera, ma è certo che la prevista “CHIUSURA” degli Uffici giudiziari di CORLEONE – ad esempio – lascerebbe molto turbate l’opinione pubblica siciliana e la Società civile
Per concludere: l’FNS ritiene che i diritti fondamentali dei Cittadini (e questo principio vale per la GIUSTIZIA ed anche per altri Settori come quello Sanitario), dell’Uomo, della Comunità, vadano difesi in modo prioritario. Tanto più che tutti sappiamo come l’operazione “RISPARMIO” di risorse economiche possa essere meglio compiuta tagliando gli SPRECHI, i PRIVILEGI, la CULTURA DEL PARASSITISMO, L’ELEFANTIASI BUROCRATICA, i FINTI POSTI DI LAVORO, LE SPESE DELLA POLITICA POLITICATA, e via dicendo. Nonché la VORAGINE DELLE SPESE FISSE che ormai assorbe, quasi in ogni “servizio” ed in ogni ramo dell’Amministrazione, la maggior parte dei fondi destinati agli “INVESTIMENTI”. Impedendo, così, il miglioramento dei Servizi e lo Sviluppo dell’Economia.

A N T U D U !

Palermu, 30 giugnu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

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Terremoto e Ponte!

KUMMUNIKATU FNS

IL TERREMOTO CHE STA SCONVOLGENDO, IN QUESTI ULTIMI TEMPI, L’EMILIA, LA ROMAGNA ED ALTRE ZONE DEL CENTRO E DEL NORD-ITALIA, CI OBBLIGANO A DIRE DEFINITIVAMENTE “NO” AL PONTE-IMBUTO SULLO STRETTO DI MESSINA.

Le recenti dichiarazioni del Ministro PASSERA, sulla scelta del Governo italiano di considerare opera “NON PRIORITARIA” la realizzazione del PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, non ci soddisfano affatto. Il Governo, infatti, non ha compiuto alcuna marcia indietro sulla decisione di realizzare il PONTE, ma ha soltanto deciso di rinviarne la costruzione a tempi migliori dal punto di vista della disponibilità finanziaria. Insomma: il PONTE MALEDETTO SI DOVRA’ comunque FARE! A prescindere dalla volontà dei Siciliani.
E ciò, nonostante la eccezionale circostanza, veramente spaventosa, – oltre che dolorosa, – che vede, in Emilia, in Romagna ed in altre Regioni d’Italia, il fenomeno della terra che continua a tremare in modo tutt’altro che lieve, come “parte” e “momento” di un movimento tellurico tutt’altro che localizzato o isolato.
Mentre le cronache, i dibattiti e gli approfondimenti scientifici in corso hanno confermato e continuano a confermare l’alto tasso di SISMICITA’ e le condizioni di ALTO RISCHIO, annidate soprattutto nell’AREA DELLO STRETTO.
Realtà, questa, incompatibile con la costruzione del PONTE. Appunto! Ma la MOBILITAZIONE a favore del PONTE, soprattutto da parte delle forze dell’ “ANTI-SICILIA”, anziché placarsi, si gonfia, ed interagisce con la politica politicata, con ogni mezzo e con maggiore accanimento.
L’aspetto peggiore del problema è costituito dal fatto che il PONTE-IMBUTO è fortemente voluto soprattutto da vasti settori delle forze politiche e da vari Partiti che oggi dominano in Sicilia, seppure in modo trasversale ed inciuciato e talvolta addirittura rissoso.
* * *
Anziché insistere con il MITO, irresponsabile, del PONTE-IMBUTO, (specialmente in questi giorni di allarme generale e di alto tasso di sismicità dell’AREA interessata), sarebbe doveroso dire un “NO” definitivo al PONTE!
A parte i costi previsti, che saranno destinati a lievitare e che intanto sono già da capogiro, come si conviene alle opere faraoniche, inutili e dannose. L’obiettivo dichiarato, comunque, è quello della “CONTINUITA’ TERRITORIALE”, che sarebbe la PANACEA di tutti i mali della Sicilia e che consentirebbe a noi “poveri Siciliani” di inserirci nei VARI CORRIDOI che collegheranno l’Europa del Nord con gli altri Continenti; come se i trasporti navali e quelli aerei non esistessero.
* * *
Nessuno ci ha spiegato, poi, quali vantaggi specifici abbiano avuto la Calabria, la Basilicata e le altre Regioni meridionali, dalla tanto decantata “CONTINUITA’ TERRITORIALE” della quale hanno sempre goduto e … godono!
* * *
Fatte queste premesse, è opportuno domandare e domandarci cosa spinga i “PONTISTI” più agitati a tanto attivismo.
Avanziamo (e abbiamo motivo di farlo) alcune ipotesi ed alcuni sospetti.
Il PONTE MALEDETTO, – male o bene che sarà realizzato o comunque soltanto “CANTIERATO” per dare inizio effettivo ai lavori, – avrà, inesorabilmente, la funzione di giustificare i provvedimenti legislativi finalizzati al tanto desiderato SMEMBRAMENTO della SICILIA in TRE REGIONICCHIE.
Legittimerebbe, infatti ed istantaneamente, la creazione della CITTA’ e della REGIONICCHIA CALABRO-SICULA DELLO STRETTO, con la scomparsa della nobile e gloriosa Città di MESSINA e della sua Provincia. Alla costituzione della innaturale Regionicchia dello Stretto, farebbero seguito le altre due Regionicchie, eliminando l’unica, vera, grande SICILIA.
Il tutto con grande felicità ed incontenibile gioia dei “CONGIURATI” dell’ANTI-SICILIA. E’ terribile! Ma siamo certi che il Popolo Siciliano (cittadini di Messina in testa) REAGIRA’ e non consentirà tanto SCEMPIO!
Qualche osservazione di altro tipo è pure doverosa.
Sono quasi UFFICIALI le condizioni di mancanza di SICUREZZA e di CONTINUITA’ del TRANSITO, nelle quali si dovrà necessariamente svolgere l’attraversamento del PONTE. La campata unica più lunga del mondo sarà, infatti, soggetta ad OSCILLAZIONI (per maltempo e per tante altre cause) che impediranno l’attraversamento stesso da parte dei treni e, quindi, dei passeggeri e delle merci.
Non dimentichiamo, poi, che la tanto osannata CONTINUITA’ TERRITORIALE farebbe perdere alla Sicilia il valore della INSULARITA’ (perché la Sicilia diventerebbe essa stessa PENISOLA, nonché sottosuola dello Stivale). Un “valore”, quello della INSULARITA’, irriso e dileggiato spesso, troppo spesso, dall’ASCARISMO CULTURAL-POLITICO qui dominante. Ma si tratta di un VALORE riconosciuto in tutto il Mondo, validissimo, fondamentale per la Cultura, per la Storia e per la Civiltà, nonché per il FUTURO e per la stessa IDENTITA’ del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana.
Insomma: ci sia consentito di ripetere a noi stessi (se gli altri non lo vogliono sapere) che il PONTE-IMBUTO, pur se inutile e dannosa, non è un’opera qualsiasi, per la cui esecuzione valgono le comuni regole legislative. E’ un’opera eccezionale, dalle conseguenze eccezionali ed in gran parte IMPREVEDIBILI. Ed è intollerabile che l’OPERAZIONE PONTE si stia sviluppando nel pieno dispregio della regola democratica, senza neppure uno specifico REFERENDUM che coinvolga i Popoli più direttamente interessati (Siciliano e Calabrese), che si vedranno mutare (anche geograficamente) i rispettivi territori.
E ci sia consentita la ripetizione di un’altra nostra considerazione: E’ un fatto che il Popolo Siciliano, il Popolo Calabrese, l’opinione pubblica europea e quella internazionale, rimangano scandalizzati perché tutto ciò accade proprio mentre l’ASSEMBLEA ed il GOVERNO della REGIONE SICILIANA sono guidati da forze politiche e da personaggi che si auto-definiscono Sicilianisti, Autonomisti e Federalisti. E le stesse forze politiche sono rappresentate anche al Parlamento italiano.

A N T U D U !

Palermu, 28 giugnu 2012

Corrado MIRTO
Carlo MANGANO
Giuseppe SCIANO’

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

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A.F.A. 2012

KUMMUNIKATU FNS

L’FNS COMMEMORA ANDREA FINOCCHIARO APRILE, IL LEADER CARISMATICO DELL’INDIPENDENTISMO SICILIANO DEGLI ANNI ’40 DEL SECOLO SCORSO.

Si è concluso ieri, a Palermo, l’Attivo seminariale di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti”, finalizzato a ricordare la figura ed il ruolo di Andrea Finocchiaro Aprile nella lotta per l’Indipendenza della Sicilia, nel periodo che va dal 1943 al 1948.
Ricorre, infatti, il 134° anniversario della nascita dello Statista Siciliano, nato, appunto, a Lercara Friddi il 26 giugno del 1878.
I lavori sono stati presieduti dal Prof. Kurrahu MIRTO, Presidente dell’FNS, che ha messo in evidenza le doti di equilibrio, di correttezza politica e l’onestà di Andrea Finocchiaro Aprile che, fra gli altri risultati conseguiti, poteva vantare quello di avere posto all’attenzione dell’opinione pubblica e degli Organismi internazionali la “QUESTIONE SICILIANA”, intesa come la “QUESTIONE” di una NAZIONE, quella Siciliana, – appunto -, che, da una condizione di benessere e di libertà, nel 1860 e a seguito della nota conquista MANU MILITARI, era diventata COLONIA INTERNA dello Stato Italiano.
«E tale è rimasta ancora oggi», ha sottolineato Mirto, che ha quindi passato la parola al Segretario Politico, Pippu SCIANO’, che ha ricordato le vicende del tragico periodo post-bellico (1943-1948), nel quale il Popolo Siciliano, per la intraprendenza e le capacità politiche di Finocchiaro Aprile e dei suoi più stretti collaboratori, e grazie soprattutto all’appoggio popolare e alla lotta armata dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), arrivò ad un passo dell’Indipendenza.
Il pubblico presente ha posto la domanda: «Commise errori Finocchiaro Aprile?». «Certamente» ha risposto Scianò, che ne ha ricordati alcuni, come quello di avere sottovalutato il clima di terrore e di corruzione clientelare nel quale si sarebbero svolte sia le elezioni per i Deputati della Costituente (giugno 1946); sia le elezioni per i Deputati alla prima legislatura dell’Assemblea Regionale Siciliana; sia, infine, le prime elezioni per la Camera dei Deputati e per il Senato, – nel 1948, – a seguito della quale ultima venne “cancellata” la rappresentanza Indipendentista Siciliana dal Parlamento italiano e, di lì a poco, anche dagli Organi rappresentativi siciliani ad ogni livello.
Va anche detto, però, che Finocchiaro Aprile ha avuto meriti di gran lunga superiori agli errori. Ed in particolare diede un esempio di dignità quando rifiutò la nomina a Senatore di diritto per la prima legislatura del Senato della Repubblica italiana.
Ricordato anche il “PACTUM” fra i rappresentanti del Popolo Siciliano in armi (A.F.A in testa) e l’intero Governo italiano. Fu un PACTUM di estrema importanza, dal quale sarebbe scaturito lo Statuto Speciale di Autonomia.
Le tante battaglie affrontate ed i tanti Documenti sottoscritti da A.F.A. sono, ancora oggi, validi ed attuali. E costituiscono PRECEDENTI POLITICI e GIURIDICI che nessuno può ignorare (neppure gli ASCARI al potere).
Interventi articolati e di alto livello hanno svolto Agatino MERLINO, Sergio CRISPINO ABELLA, Giovanni BASILE e Mimmo DAGNA. Ci scusiamo con quanti non possiamo citare in modo specifico.
Da tutti è emersa l’indignazione per il fatto che, a Palermo ed in altre Città della Sicilia, non esistano monumenti strade o piazze dedicate a Finocchiaro Aprile. In tal senso, saranno inviate lettere ai rispettivi Sindaci.
Su A.F.A. sarà presto pubblicata una monografia da parte dell’FNS, per restituire alla Storia della Sicilia e alla VERITA’ un personaggio che lo merita e che ha speso la maggior parte della propria vita per la difesa dei diritti negati del Popolo Siciliano.

A N T U D U !

Palermu, 25 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

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Attivo seminariale del 24 giugno

KUMMUNIKATU FNS

NELL’APPROSSIMARSI DELLA RICORRENZA DEL
134° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI
ANDREA FINOCCHIARO APRILE,
GLI INDIPENDENTISTI DI LU FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU
ORGANIZZANO, PER DOMENICA 24 GIUGNO ALLE ORE 10,
NEI LOCALI DI VIA BRUNETTO LATINI 26,
UN ATTIVO SEMINARIALE SUL TEMA:

«ANDREA FINOCCHIARO APRILE ED IL SUO RUOLO NELLA
LOTTA PER L’INDIPENDENZA DELLA SICILIA.»

In questa occasione saranno messe a fuoco l’ATTUALITà e la VALIDITà del pensiero e dell’azione politica dello STATISTA SICILIANO, che fu il Leader indiscusso, nel periodo che va dal 1943 al 1948, del movimento SEPARATISTA SICILIANO, popolare, democratico, europeista e mediterraneista.
FINOCCHIARO APRILE EBBE ANCHE IL MERITO DI INTERNAZIONALIZZARE LA “QUESTIONE SICILIANA”.

A N T U D U !

Palermu, 20 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)


Palermo, 27 marzo 1946. Una grande folla di indipendentisti entusiasti accoglie, all’aeroporto di
Boccadifalco, Andrea Finocchiaro Aprile e Antonino Varvaro, reduci da Roma, dopo la stipula del
“PACTUM”, dal quale scaturirà lo STATUTO SPECIALE di AUTONOMIA per la REGIONE SICILIANA
(oggi vanificato e tradito anche dalla “classe-casta” politica siciliana).


Palermo, 27 marzo 1946. Particolare del corteo che è andato a “prelevare”, all’aeroporto
di Boccadifalco, i dirigenti indipendentisti reduci da Roma, dove hanno concordato,
con il governo italiano, il sull’Autonomia Siciliana di tipo federalista.
PACTUM che, oggi, è stato tradito e calpestato, grazie anche a complicità locali.

Grazie a tutti!

KUMMUNIKATU FNS

UN SENTITO GRAZIE AI TANTI CHE IERI,
DOMENICA 17 GIUGNO 2012, ALLE ORE 17,
PRESSO U “CIPPU” DI MURAZU RUTTU,
HANNO VOLUTO RICORDARE INSIEME A NOI,
NEL 67° ANNIVERSARIO DELLA LORO TRAGICA MORTE,
ANTONIO CANEPA, CARMELO ROSANO, GIUSEPPE LO GIUDICE.

La Segreteria Nazionale ed il Comitato Centrale du Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” ringraziano di cuore tutti quei siciliani, le associazioni, i movimenti che ieri, domenica 17 giugno 2012 alle ore 17, presso ‘u “Cippu” di contrada Murazzu Ruttu, nei pressi di Randazzo, hanno voluto presenziare all’affollata, partecipe e commovente commemorazione, organizzata per il 67° anniversario dell’eccidio nel quale persero la vita Antonio CANEPA, 36 anni, professore di Storia delle Dottrine Politiche presso l’Università degli Studi di Catania e comandante dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), Carmelo ROSANO, 22 anni, laureando in economia e vice comandante dello stesso EVIS, Giuseppe LO GIUDICE, 18 anni, giovanissimo volontario e studente del Liceo Ginnasio Secusio di Caltagirone.
Lo stesso glorioso istituto frequentato dall’allora giovanissimo Presidente del FNS, il professor Corrado MIRTO, il cui papà ne era, tra l’altro, Preside. Lo stesso professore MIRTO ama ricordare spesso, ancora e non senza commozione, lo sbigottimento ed il dolore degli studenti e dei docenti, alla notizia della tragica morte del diciottenne Peppino, nonché il dolore che, da quel giorno e per tutta la vita, accompagnò il papà preside.
E la commemorazione di ieri è stata, se mai ve ne fosse di bisogno, ancora più commovente per la presenza proprio di parenti del giovane Peppino LO GIUDICE. Una presenza signorile e sobria, in un pomeriggio bagnato dalle silenziose lacrime della sorella, alla lettura di una sua toccante lettera indirizzata al fratello.
Con la speranza, nella certezza che il ricordo, la memoria dei “nostri eroi” rimarranno vivi ancora a lungo!

A N T U D U !

Palermu, 18 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Rannazzu, 17 giugnu 2012

KUMMUNIKATU FNS

DOMENICA 17 GIUGNO 2012 ALLE ORE 17
A RANDAZZO, CONTRADA MURAZZU RUTTU,
SI SVOLGERÀ LA COMMEMORAZIONE DEL
67° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO NEL QUALE,
IL 17 GIUGNO DEL 1945, FURONO UCCISI
ANTONIO CANEPA, CARMELO ROSANO
E GIUSEPPE LO GIUDICE.
* * *
Continuano a pervenire adesioni alla manifestazione

Fra le qualificate e recenti adesioni che continuano a pervenire per la manifestazione che si svolgerà domenica 17 giugno a Randazzo, presso “‘U Cippu” dedicato ai Caduti dell’ E.V.I.S., per tutte, ci permettiamo di citare quella del Dr. Giancarlo ALAGNA, Presidente dell’ Associazione Culturale “SICILIA-CATALUNYA”. Si tratta infatti di un’adesione particolarmente significativa, apartitica ed estranea alla politica politicata, che dà ulteriore riconoscimento alla connotazione internazionalista che, da sempre, ha caratterizzato e caratterizza la lotta per l’indipendenza della Sicilia, portata avanti da lu FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU.
Il professor Corrado MIRTO, Mimmo DAGNA e Franco MANGANO, dirigenti dell’ FNS, porteranno invece, oltre che la testimonianza e l’apporto della rispettiva militanza indipendentista, le rivendicazioni del DIRITTO alla verità e del DIRITTO al Recupero della memoria storica, proprie del MOVIMENTO CULTURALE SICILIANO “BONU STATU” per la prima volta a Randazzo.
Con la Sicilia nel cuore e nella mente – pertanto – tutti a Randazzo domani (domenica 17 giugno 2012, ore 17), presso ‘U CIPPU, per rendere onore ai Caduti dell’ E.V.I.S. e a tutti i Martiri Siciliani che in ogni luogo ed in ogni tempo si sono IMMOLATI per la libertà, per l’indipendenza, per il progresso e per il diritto al futuro del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana!

A N T U D U !

Palermu, 16 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Kurrahu Mirtu a Murazzu Ruttu!

KUMMUNIKATU FNS

CORRADO MIRTO CONFERMA LA PARTECIPAZIONE ALLA
COMMEMORAZIONE DEL 67° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO,
AVVENUTO A RANDAZZO IL 17 GIUGNO 1945.
LA MANIFESTAZIONE AVRÀ LUOGO PRESSO IL
CIPPU” DEDICATO AI CADUTI DELL’ E.V.I.S.
IN CONTRADA “MURAZZU RUTTU”.

Il Prof. Corrado MIRTO, Presidente di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” – sciogliendo le riserve connesse ai propri impegni personali e professionali, – ha confermato, non senza emozione e con grande entusiasmo, che, domenica 17 giugno 2012, parteciperà, alle ore 17, alla manifestazione organizzata dal suo “partito-movimento” (l’ FNS, appunto) in contrada MURAZZU RUTTU, a Randazzo. Nello stesso luogo cioè nel quale, sessantasette anni orsono ed esattamente il 17 giugno del 1945, fu gravemente ferito il Prof. Antonio CANEPA, che, con lo pseudonimo di “MARIO TURRI”, era il Comandante dell’ E.V.I.S. (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia). Il Canepa fu successivamente portato all’Ospedale di RANDAZZO, con inspiegabile ritardo. Qui morì fra mille sofferenze.
Con Canepa, che era peraltro docente dell’Università di Catania, morirono anche Carmelo ROSANO, studente universitario, e Giuseppe LO GIUDICE, che era studente ginnasiale.
* * *
Mentre Pippo AMATO (che guidava il MOTOFURGONE fermato al posto di blocco dei Carabinieri), Nando ROMANO e Antonino VELIS riuscirono a sottrarsi alla cattura con la fuga seppure fra mille difficoltà e con qualche ferita non grave.
* * *
Forse solo pochi sanno che il Prof. MIRTO, all’epoca, era studente presso il grande LICEO GINNASIO SECUSIO di Caltagirone che comprendeva la scuola media, il ginnasio ed il liceo classico. Questo istituto era frequentato anche da Peppino LO GIUDICE, che era però in altra classe e che era di qualche anno più grande del piccolo Corrado.
Fra i ricordi più significativi di quel periodo, particolarmente movimentato, della propria fanciullezza, il Prof. MIRTO ricorda con commozione lo sbigottimento ed il dolore con i quali gli studenti ed i docenti appresero la notizia della tragica e – senza dubbio – eroica morte del diciottenne Peppino LO GIUDICE. Né i professori, né i compagni di scuola avevano, infatti, mai saputo niente della coraggiosa “scelta” di Peppino. Alla dolorosa sorpresa seguirono, pertanto, lacrime e pianti. E attestazioni di affetto e di stima a non finire.
Il Preside di quell’Istituto (che era il papà di Corrado MIRTO) aveva avuto per primo la triste notizia e ne sarebbe rimasto addolorato per tutta la vita.
* * *
Non aggiungiamo altro in questa sede.
A RANDAZZO gli Indipendentisti FNS, – ed in particolare il Prof. Mirto e gli altri esponenti dell’FNS, – renderanno omaggio ai Martiri Siciliani e parleranno di tragici fatti del “fatale” anno 1945 con particolare riferimento al ruolo che ebbe l’ E.V.I.S. Non solo per la guerriglia che si sarebbe diffusa di lì a poco in tutta la Sicilia e che avrebbe costretto lo Stato italiano ad avviare trattative con i vertici dell’Indipendentismo Siciliano; ma anche per il riconoscimento in campo internazionale della QUESTIONE SICILIANA. Ed infine per la “specialità” dello Statuto di AUTONOMIA, che avrebbe dovuto dare alla Sicilia la veste giuridica di un “quasi-stato”, stando alla definizione di Attilio CASTROGIOVANNI. Era senza dubbio questo il “senso” del PACTUM, sulla base del quale venne articolato il testo dello STATUTO SICILIANO.
Quel “PACTUM” fra i rappresentanti del Popolo Siciliano in armi ed i rappresentanti ai massimi livelli (leggi: l’intero Governo italiano dell’epoca) del Regno d’Italia (dello STATO ITALIANO dell’epoca) fu certamente stipulato soprattutto per evitare ulteriori spargimenti di sangue e per dare una via d’uscita onorevole alla guerriglia separatista e – contemporaneamente – alla violenta repressione governativa in corso. In quel “PACTUM” fu compresa la specificità e la “SPECIALITÀ” dello STATUTO di AUTONOMIA PER LA REGIONE SICILIANA, il cui testo sarà poi approvato integralmente e formalmente con i vari “passaggi” istituzionali. E quel PACTUM sancì anche il RICONOSCIMENTO giuridico e politico della ribellione separatista e dei “RIBELLI”.
Il fatto che poi le “classi” e le “caste” politiche, (che di volta in volta hanno governato e sgovernato in Sicilia), abbiano compiuto omissioni e manomissioni dello STATUTO, diventando in concreto complici del tradimento non solo di quel PACTUM, ma anche successivamente, dello STATUTO e della COSTITUZIONE, non esonera né lo STATO, né i rappresentanti della Regione, né il Governo Regionale, né l’ARS, né i partiti delle rispettive gravi responsabilità per le violazioni compìte! PACTA SUNT SERVANDA, infatti, anche a ribellione armata finita. Mentre le VIOLAZIONI SONO diventate ORMAI INSANABILI.
Questo ed altro testimonia oggi lo storico “CIPPU” di MURAZZU RUTTU, che è il CENOTAFIO dedicato ai Caduti dell’EVIS ed ai SICILIANI che in ogni luogo ed in ogni tempo si sono battuti per la libertà, per la dignità, per il progresso, per l’indipendenza e per il diritto all’avvenire del Popolo Siciliano, SACRIFICANDO la loro stessa vita, affinché la Sicilia “vivesse”.
E la Sicilia VISSE, VIVE e vivrà! …
E tornerà a partecipare in prima persona e da protagonista ai Consessi Internazionali dai quali oggi è esclusa per la sua triste condizione di colonia di fatto.
E tornerà ad occupare in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo il posto che le spetta, per tanti motivi qualificanti.
La Sicilia vuole altresì abbracciare i Popoli di tutto il Mondo per collaborare ad un comune progetto di PACE, di progresso, di SOLIDARIETÀ E DI AMICIZIA.
Dobbiamo – per concludere – recepire, e rilanciare con forza il messaggio e l’augurio del Comandante MARIO TURRI:

«LA SICILIA DI DOMANI SARÀ QUALE NOI LA VOGLIAMO: PACIFICA, LABORIOSA, RICCA, FELICE, SENZA TIRANNI E SENZA SFRUTTATORI!»

A N T U D U !

Palermu, 12 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)


Giuseppe Lo Giudice

Boccadifalco, marzo 1945. Una grande folla accoglie l’aereo con il quale tornarono in Sicilia Andrea Finocchiaro Aprile e Antonino Varvaro, dopo la stipula del PACTUM e prima che venisse definito e pubblicato il Regio Decreto, con il quale sarebbe stato emanato lo statuto speciale di Autonomia, del 15 maggio 1946.


Andrea Finocchiaro Aprile, leader carismatico del Separatismo Siciliano fino al 1948


‘U Prisidenti FNS
(KURRAHU MIRTU)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

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Terremoti e Ponte!

KUMMUNIKATU FNS

L’INCALZARE DEI TERREMOTI CONFERMA L’ILLOGICITÀ E LA PERICOLOSITA’ DELLA COSTRUZIONE DEL “PONTE-IMBUTO” SULLO STRETTO DI MESSINA. NO AL PONTE, DUNQUE!
* * *
NON SI PUÒ FARE FINTA DI NIENTE O, PEGGIO, NON SI PUÒ CONTINUARE AD OPERARE PER LA COSTRUZIONE DEL PONTE IN AREA FORTEMENTE A RISCHIO, PUR DI RAGGIUNGERE QUEGLI OBIETTIVI POLITICI, FINANZIARI E SPECULATIVI CHE, SOSTANZIALMENTE, FINIREBBERO CON IL DANNEGGIARE LA SICILIA, DISTRUGGENDONE PERSINO L’IDENTITA’ GEOGRAFICA (ANCHE A PRESCINDERE, APPUNTO, DAGLI EVENTI SISMICI, CHE NON MANCANO).
* * *
SÌ, INVECE, AD OGNI SFORZO PER REALIZZARE LE ALTRE STRUTTURE E LE INFRASTRUTTURE, DELLE QUALI LA SICILIA HA ESTREMA NECESSITÀ.
* * *
SÌ ALLA VALORIZZAZIONE DELLE NOSTRE RISORSE UMANE E NATURALI.
* * *
SÌ ALLA RIQUALIFICAZIONE URBANA, EDILIZIA, AMBIENTALE, DEL TERRITORIO SICILIANO AD OGNI LIVELLO.
* * *
SÌ AL RECUPERO DEL PATRIMONIO E DEI BENI CULTURALI DI OGNI COMUNE, PICCOLO E GRANDE, DELLA SICILIA.
* * *
SÌ ALLA “PROMOZIONE” DELLA SICILIA IN OGNI DIREZIONE!
* * *
SÌ AL MODELLO DI PREVENZIONE ANTISISMICA ADOTTATO NEL GIAPPONE.

Il recentissimo terremoto di CASTROVILLARI (in Calabria, nella Provincia di Cosenza) ed il susseguirsi di forti scosse sismiche nell’ITALIA Centro-Settentrionale, l’alto grado di sismicità presente in tutta la Sicilia, in tutto l’Arcipelago siciliano, messi assieme, impongono la sospensione definitiva ed immediata di tutti i lavori che – legittimamente o non – sono stati intrapresi per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina.
E rendono, anzi, obbligatorio l’abbandono definitivo dello stesso progetto di costruire il PONTE sullo Stretto, che, a parere dell’FNS, deve essere sostituito dalla scelta di intraprendere, – in Sicilia, – una politica di grande respiro per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, culturale e naturalistico. E per la creazione delle strutture e delle infrastrutture delle quali il “territorio siciliano” è carente.
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E ci sia consentito di ribadire, – con umiltà ma con fermezza, – che i vecchi modelli ANTISISMICI si sono dimostrati del tutto INADEGUATI alla bisogna. Soprattutto in Sicilia, è necessario, pertanto, adottare (ovviamente: MUTATIS MUTANDIS) il MODELLO e la CULTURA DI PREVENZIONE ANTISISMICA adottati dal GIAPPONE. E risultati vincenti alla prova del fuoco.
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Occorre, insomma, operare in Sicilia con sistemi di avanguardia nei confronti del pericolo dei TERREMOTI, da un lato; dall’altro lato è necessario intraprendere, senza indugi e senza tergiversare, quegli interventi mirati a migliorare la qualità della vita, a creare occupazione, lavoro, produttività e progresso.
Occorre, insomma, una “politica” che promuova il territorio siciliano e … che “promuova” la Sicilia stessa. Occorre, ovviamente, che siano mandati decisamente a quel paese l’ASCARISMO MILITANTE, il PARASSITISMO, la CORRUZIONE, la MAFIA e la sua “cultura”, la MALA POLITICA, la MALA AMMINISTRAZIONE, il VOTO DI SCAMBIO e … compagnia bella.
E che si aprano le porte alle grandi idee, alla fantasia costruttivaSi devono dare spazi adeguati (ed occasioni di lavoro) alle persone di buona volontà (giovani e non giovani) ed ai Siciliani di tenace concetto che credano nella necessità di una “rivoluzione” culturale e politica. E che siano protagonisti di un’azione di rinnovamento radicale, dimostrando di essere i primi a rimboccarsi le maniche.
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In questa “logica” il “NO AL PONTE” diventa anche la premessa necessaria di un nuovo percorso di rinascita e di riscatto per tutto il Popolo Siciliano, per la Nazione Siciliana.

A N T U D U !

Palermu, 11 giugnu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

Via B. Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel. 091 329456
email: fnsnews1282@libero.it
sito web: http://fns-siciliaindipendente.org

Pescherecci sequestrati

KUMMUNIKATU FNS

I TRE PESCHERECCI SICILIANI ERANO REALMENTE IN ACQUE INTERNAZIONALI? SE SÌ, SAREBBERO ILLEGITTIMI E PROVOCATORI IL SEQUESTRO DEGLI STESSI PESCHERECCI (“BOCCIA II”, “MAESTRALE” ED “ANTONINO SIRRATO”) E L’ARRESTO DEI RISPETTIVI EQUIPAGGI, DA PARTE DELLE AUTORITÀ LIBICHE.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che il diritto di pesca dei Siciliani sia, oggi, fortemente compromesso, come peraltro dimostra la recentissima vicenda del sequestro di tre pescherecci di Mazara del Vallo da parte della Marina Militare Libica.
Ben sappiamo, infatti, come i Governi italiani negli ultimi cinquanta anni siano stati poco attenti alla difesa degli ultra-millenari diritti della Sicilia nel Mediterraneo.
L’FNS – nel protestare per questo stato di cose – ribadisce il proprio convincimento che né i diritti specifici della Marineria Siciliana, né – in generale – il diritto internazionale di navigazione, laddove si parla di ACQUE TERRITORIALI, possano essere violati. O, peggio, “SVENDUTI” da chicchessia (Governi compresi).

A N T U D U !

Palermu, 10 giugnu 2012

‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

Via B. Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel. 091 329456
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Riduzione deputati ARS

KUMMUNIKATU FNS

L’FNS HA FORTI DUBBI SULL’EFFETTO POSITIVO
DELLA RIDUZIONE A SETTANTA
DEL NUMERO DEI DEPUTATI DELL’ARS.
* * *
DIETRO QUESTO “ESCAMOTAGE” INFATTI SI POTREBBERO
NASCONDERE TENTATIVI INSIDIOSI DI VANIFICAZIONE E DI
AGGRESSIONE ALLO STATUTO E DI RIDUZIONE DEGLI SPAZI
DI DEMOCRAZIA E DI RAPPRESENTATIVITÀ.
* * *
OCCORRE, INVECE, RIDURRE E RIQUALIFICARE LE ENORMI
SPESE DELLA POLITICA E GLI EMOLUMENTI DEGLI STESSI
DEPUTATI. ED OCCORRE DARE RISPOSTE CONCRETE AI
BISOGNI PIÙ URGENTI DEL POPOLO SICILIANO.

La situazione politica siciliana è cosi ingarbugliata ed ETERO-DIPENDENTE che diventano necessarie ed urgenti alcune riflessioni e qualche presa di COSCIENZA più finalizzate agli interessi del Popolo Siciliano.
È convinzione degli Indipendentisti F.N.S. che sia un rimedio peggiore del male, l’obiettivo di ridurre a settanta il numero di Deputati che compongono oggi l’Assemblea Regionale Siciliana e che, com’è noto sono novanta. Con una pericolosa aggravante. Quella, cioè, di fare passare il principio che basti una crisi finanziaria per “modificare” lo Statuto Speciale di Autonomia della Regione Siciliana. Come se lo Statuto Siciliano fosse allo stesso livello del regolamento di una associazione BOCCIOFILA.
Andiamoci piano!
Intanto sarebbe stato meglio e lo sarebbe tuttora che fosse passata una norma, peraltro di competenza esclusivamente “regionale”, in base alla quale le spese complessive dell’Assemblea Regionale Siciliana (ivi compresi i cosiddetti “costi” della politica, le spese di funzionamento e tutti gli emolumenti comunque spettanti ai Deputati Regionali) fossero stati e fossero ridotti almeno del 30% rispetto a quella che è stata la media annuale delle spese medesime desumibili dai rendiconti degli ultimi cinque anni.
Per quanto riguarda, invece, l’ ESCAMOTAGE di ridurre a settanta il numero dei Deputati, l’ FNS ritiene, e lo denunzia pubblicamente, che si tratta di una riduzione di fatto della democrazia. O, per meglio dire, è un modo per alzare la soglia della percentuale minima dei voti necessaria ad accedere alla conquista di almeno un seggio parlamentare. Ciò facendo, si rafforzerebbero i partiti più grossi e si impedirebbe quel ricambio che è alla base della regola democratica.
Avverrebbe inoltre che le province che attualmente hanno una numericamente modesta rappresentanza in Assemblea finirebbero con l’avere, la facoltà di eleggere soltanto due o tre deputati. Cadrebbero, cioè, dalla padella alla brace.
Avverrebbe così che gli elettori delle province con minore numero di abitanti (e quindi di elettori) si vedrebbero ulteriormente limitata la rispettiva facoltà di eleggere deputati all’ARS. Anche questo sarebbe un “calo” di democrazia.
Ci permettiamo di aggiungere che non ci pare, ORMAI, opportuna né necessaria la ventilata chiusura anticipata della Legislatura in un clima di crisi politica, di crisi istituzionale e di crisi economica. E, diciamolo chiaramente, di CAOS generale, amministrativo e politico. L’anticipazione di pochi mesi di quella che è la chiusura naturale non darebbe le risposte che si finge di voler dare al Popolo Siciliano. Anzi si finirebbe con il distrarre il Popolo Siciliano da quelli che sono i suoi reali problemi: disoccupazione, arretramento economico, mancanza di idee e di programmi, assenza di una STRATEGIA SICILIANA per l’ECONOMIA SICILIANA, tradimenti a catena dell’Autonomia e della Sicilia stessa.
E sarebbe una INDECOROSA fuga dalla necessità di proporre al Parlamento Centrale, ai sensi dell’Art. 18 dello Statuto, “LEGGI-VOTO” miranti a introdurre indulti ed amnistie fiscali, riduzione del prezzo della BENZINA e degli altri DERIVATI del PETROLIO; la costituzione del territorio regionale tutto Sicilia Zona Franca, la introduzione di meccanismi doganali e sanitari a tutela dei prodotti tipici dell’Agricoltura Siciliana e tanti altri provvedimenti, che inciderebbero positivamente sulla rinascita economica produttiva ed occupazionale della Sicilia. Si tratterebbe di quei provvedimenti, più volte promessi, ma mai “avviati” o proposti dalla Classe politica e dai partiti dominanti in Sicilia ed all’ARS, con il pretesto appunto della carenza o della mancanza assoluta di competenze regionali dimenticando, però, che nel 2005 la stessa ARS approvò una proposta di legge voto, che, se fosse diventata legge costituzionale, avrebbe stravolto lo Statuto Speciale di Autonomia.
Ebbene: sarebbe il momento che anche quella legge-voto del 2005 venisse in questi giorni revocata dall’ARS, magari per dare soltanto un segnale di buone intenzioni e di rispetto del Popolo Siciliano che non vuole continuare fare la parte dello ZIMBELLO sullo scenario della POLITICA POLITICATA in tutti i 66 anni di vita dell’ISTITUTO AUTONOMISTICO.
Deve, insomma, finire l’ignobile sceneggiata di quanti nel mondo politico ed istituzionale, fanno finta di chiedere alle “Istituzioni” centrali Romane ciò che essi stessi in Sicilia avrebbero dovuto fare e che non hanno mai voluto fare, … magari d’accordo con le stesse “centrali”.

A N T U D U !

Palermu, 7 Giugnu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)