
KUMMUNIKATU FNS
IL TERREMOTO CHE STA SCONVOLGENDO, IN QUESTI ULTIMI TEMPI, L’EMILIA, LA ROMAGNA ED ALTRE ZONE DEL CENTRO E DEL NORD-ITALIA, CI OBBLIGANO A DIRE DEFINITIVAMENTE “NO” AL PONTE-IMBUTO SULLO STRETTO DI MESSINA.
Le recenti dichiarazioni del Ministro PASSERA, sulla scelta del Governo italiano di considerare opera “NON PRIORITARIA” la realizzazione del PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA, non ci soddisfano affatto. Il Governo, infatti, non ha compiuto alcuna marcia indietro sulla decisione di realizzare il PONTE, ma ha soltanto deciso di rinviarne la costruzione a tempi migliori dal punto di vista della disponibilità finanziaria. Insomma: il PONTE MALEDETTO SI DOVRA’ comunque FARE! A prescindere dalla volontà dei Siciliani.
E ciò, nonostante la eccezionale circostanza, veramente spaventosa, – oltre che dolorosa, – che vede, in Emilia, in Romagna ed in altre Regioni d’Italia, il fenomeno della terra che continua a tremare in modo tutt’altro che lieve, come “parte” e “momento” di un movimento tellurico tutt’altro che localizzato o isolato.
Mentre le cronache, i dibattiti e gli approfondimenti scientifici in corso hanno confermato e continuano a confermare l’alto tasso di SISMICITA’ e le condizioni di ALTO RISCHIO, annidate soprattutto nell’AREA DELLO STRETTO.
Realtà, questa, incompatibile con la costruzione del PONTE. Appunto! Ma la MOBILITAZIONE a favore del PONTE, soprattutto da parte delle forze dell’ “ANTI-SICILIA”, anziché placarsi, si gonfia, ed interagisce con la politica politicata, con ogni mezzo e con maggiore accanimento.
L’aspetto peggiore del problema è costituito dal fatto che il PONTE-IMBUTO è fortemente voluto soprattutto da vasti settori delle forze politiche e da vari Partiti che oggi dominano in Sicilia, seppure in modo trasversale ed inciuciato e talvolta addirittura rissoso.
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Anziché insistere con il MITO, irresponsabile, del PONTE-IMBUTO, (specialmente in questi giorni di allarme generale e di alto tasso di sismicità dell’AREA interessata), sarebbe doveroso dire un “NO” definitivo al PONTE!
A parte i costi previsti, che saranno destinati a lievitare e che intanto sono già da capogiro, come si conviene alle opere faraoniche, inutili e dannose. L’obiettivo dichiarato, comunque, è quello della “CONTINUITA’ TERRITORIALE”, che sarebbe la PANACEA di tutti i mali della Sicilia e che consentirebbe a noi “poveri Siciliani” di inserirci nei VARI CORRIDOI che collegheranno l’Europa del Nord con gli altri Continenti; come se i trasporti navali e quelli aerei non esistessero.
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Nessuno ci ha spiegato, poi, quali vantaggi specifici abbiano avuto la Calabria, la Basilicata e le altre Regioni meridionali, dalla tanto decantata “CONTINUITA’ TERRITORIALE” della quale hanno sempre goduto e … godono!
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Fatte queste premesse, è opportuno domandare e domandarci cosa spinga i “PONTISTI” più agitati a tanto attivismo.
Avanziamo (e abbiamo motivo di farlo) alcune ipotesi ed alcuni sospetti.
Il PONTE MALEDETTO, – male o bene che sarà realizzato o comunque soltanto “CANTIERATO” per dare inizio effettivo ai lavori, – avrà, inesorabilmente, la funzione di giustificare i provvedimenti legislativi finalizzati al tanto desiderato SMEMBRAMENTO della SICILIA in TRE REGIONICCHIE.
Legittimerebbe, infatti ed istantaneamente, la creazione della CITTA’ e della REGIONICCHIA CALABRO-SICULA DELLO STRETTO, con la scomparsa della nobile e gloriosa Città di MESSINA e della sua Provincia. Alla costituzione della innaturale Regionicchia dello Stretto, farebbero seguito le altre due Regionicchie, eliminando l’unica, vera, grande SICILIA. Il tutto con grande felicità ed incontenibile gioia dei “CONGIURATI” dell’ANTI-SICILIA. E’ terribile! Ma siamo certi che il Popolo Siciliano (cittadini di Messina in testa) REAGIRA’ e non consentirà tanto SCEMPIO!
Qualche osservazione di altro tipo è pure doverosa.
Sono quasi UFFICIALI le condizioni di mancanza di SICUREZZA e di CONTINUITA’ del TRANSITO, nelle quali si dovrà necessariamente svolgere l’attraversamento del PONTE. La campata unica più lunga del mondo sarà, infatti, soggetta ad OSCILLAZIONI (per maltempo e per tante altre cause) che impediranno l’attraversamento stesso da parte dei treni e, quindi, dei passeggeri e delle merci.
Non dimentichiamo, poi, che la tanto osannata CONTINUITA’ TERRITORIALE farebbe perdere alla Sicilia il valore della INSULARITA’ (perché la Sicilia diventerebbe essa stessa PENISOLA, nonché sottosuola dello Stivale). Un “valore”, quello della INSULARITA’, irriso e dileggiato spesso, troppo spesso, dall’ASCARISMO CULTURAL-POLITICO qui dominante. Ma si tratta di un VALORE riconosciuto in tutto il Mondo, validissimo, fondamentale per la Cultura, per la Storia e per la Civiltà, nonché per il FUTURO e per la stessa IDENTITA’ del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana.
Insomma: ci sia consentito di ripetere a noi stessi (se gli altri non lo vogliono sapere) che il PONTE-IMBUTO, pur se inutile e dannosa, non è un’opera qualsiasi, per la cui esecuzione valgono le comuni regole legislative. E’ un’opera eccezionale, dalle conseguenze eccezionali ed in gran parte IMPREVEDIBILI. Ed è intollerabile che l’OPERAZIONE PONTE si stia sviluppando nel pieno dispregio della regola democratica, senza neppure uno specifico REFERENDUM che coinvolga i Popoli più direttamente interessati (Siciliano e Calabrese), che si vedranno mutare (anche geograficamente) i rispettivi territori.
E ci sia consentita la ripetizione di un’altra nostra considerazione: E’ un fatto che il Popolo Siciliano, il Popolo Calabrese, l’opinione pubblica europea e quella internazionale, rimangano scandalizzati perché tutto ciò accade proprio mentre l’ASSEMBLEA ed il GOVERNO della REGIONE SICILIANA sono guidati da forze politiche e da personaggi che si auto-definiscono Sicilianisti, Autonomisti e Federalisti. E le stesse forze politiche sono rappresentate anche al Parlamento italiano.
A N T U D U !
Palermu, 28 giugnu 2012
Corrado MIRTO
Carlo MANGANO
Giuseppe SCIANO’
Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
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