
KUMMUNIKATU FNS
QUALI LE MOTIVAZIONI ADDOTTE PER L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE SICILIANE E LA CREAZIONE DI UNA SICILIA DELLE MUNICIPALITÀ?
FORSE PER DISAGGREGARE LA SICILIA STESSA E RENDERNE PIÙ FACILE IL SUO SMEMBRAMENTO?
DOVE NON HA POTUTO LA STORIA, ANZI, LA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA, CI SI PROVA CON LA CANCELLAZIONE DELL’UNITÀ, DELLA STESSA IDENTITÀ DEL POPOLO SICILIANO.
Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” ribadiscono il loro fermo “NO” ai tentativi, neanche troppo celati, di smembrare la Sicilia in due o tre regionicchie.
Dove non si è riusciti con la MISTIFICAZIONE, con la FALSIFICAZIONE della Storia, adesso ci si tenta col tentativo di cancellare la stessa IDENTITÀ, l’UNITÀ di un Popolo, che proprio della sua unitarietà e di un fortissimo spirito di solidarietà ha da sempre fatto la propria bandiera.
Si è fatto credere che la Sicilia abbia voluto fortissimamente unirsi all’Italia, col plebiscito del 21 ottobre 1860. Poco importa che, a votare, fu meno di un quinto della popolazione e che da più parti si sia parlato di brogli, di intimidazioni, di voto non segreto.
Nelle stesse pubblicazioni che hanno inteso celebrare la Sicilia e la sua annessione all’Italia, si è stati capaci di cancellare, di netto, mezzo secolo di storia della Sicilia, “saltando” dal 1812 al 1860. Mezzo secolo caratterizzato da moti e tumulti, nel 1820-21 e nel 1837, e dalla Rivoluzione del 1848, a testimonianza dello spirito antiborbonico e dell’aspirazione del Popolo Siciliano ad affermare il DIRITTO, storicamente inconfutabile ed indiscutibile, alla propria autodeterminazione e indipendenza. Vale la pena ricordare come la Costituzione Siciliana del 1848 sia stata, per l’epoca, un esempio di costituzione progressista e liberale e come l’articolo 2 recitasse: “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”!
Evidentemente, quei cinquant’anni di Storia risultavano e risultano scomodi …
In tempi più recenti, si è voluta cancellare la verità storica che portò alla concessione dello Statuto Speciale di Autonomia della Regione Siciliana, il 15 Maggio 1946, Statuto che è legge costituzionale dello stato italiano, per quanto disattesa. Si è inteso celare come esso desse sostanzialmente esecuzione al “PACTUM” stipulato, alcune settimane prima, fra i rappresentanti del Popolo Siciliano in armi ed il Governo italiano. Un “PACTUM” col quale si era cercato e si era riusciti, tra l’altro, a fermare gli spargimenti di sangue e a porre fine alla guerriglia separatista, ancora in corso in ogni provincia siciliana.
Si preferisce non fare menzione degli oltre mezzo milione di iscritti al primo, VERO, Movimento Indipendentista Siciliano di Andrea Finocchiaro Aprile, in quegli stessi anni.
Si è cancellata una Storia orgogliosa, fatta di 686 anni di indipendenza, dal 1130 al 1816.
Si vorrebbe cancellare un bandiera “vecchia” di 730 anni e che ebbe origine dal patto d’alleanza stipulato il 3 aprile 1282 tra le città di Palermo (il giallo) e di Corleone (il rosso), a seguito della rivolta antifrancese del Vespro, scoppiata il 30 marzo dello stesso anno. E con essa si è oscurata, per lunghissimo tempo, la figura di un grande re, Federico III, incoronato il 25 marzo 1296 nella cattedrale di Palermo.
Così come, ai giorni nostri, qualcuno sta provando a cancellare la stessa TRISCELE, il simbolo per antonomasia della Sicilia.
Si sono rimossi dalla Storia o, quantomeno, si è provato a farlo, i moti di Bronte, quelli di Castellammare del Golfo, la Rivoluzione cosiddetta del Sette e Mezzo, La Strage del Pane. La stragrande maggioranza dei siciliani, purtroppo, neanche conosce questa parte importante della propria Storia.
Non si è voluto e non si vuole riconoscere al Siciliano lo status di LINGUA, così come, invece, sancirebbe la stessa Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie, approvata il 25 giugno 1992, entrata in vigore il 1 marzo 1998, firmata dallo stato italiano il 27 giugno 2000 … ma non ancora ratificata …
Si fa finta che non sia vero che a quasi due secoli fa risale la costruzione, a Palermo, del primo cimitero in Europa senza distinzione tra classi sociali. Che il Sicilia, della Società Sicula Transatlantica del palermitano Salvatore De Pace, fu il primo piroscafo ad effettuare la traversata dal Mediterraneo verso l’America. Che in Sicilia furono edificati i primi orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori, strutture di assistenza e formazione. Che in Sicilia vi fosse uno tra i più bassi tassi di mortalità infantile, a fronte di una percentuale di medici per abitanti tra le più alte. E via discorrendo.
Fortunatamente, a fronte di tanti maldestri e malcelati tentativi, lo spirito Siciliano e Sicilianista è duro a morire e, negli ultimi tempi soprattutto, sta rialzando prepotentemente la testa.
La Sicilia fa paura. La Sicilia UNITA e FORTE, CONSAPEVOLE della propria STORIA e dei propri MERITI storici, fa paura.
Ecco, allora, che si prova per altre vie, si è tentato e si persiste nel progetto di SMEMBRAMENTO in due o tre “regionicchie”, adducendo le FALSE motivazioni che la Sicilia occidentale sarebbe diversa da quella orientale, addirittura antropologicamente!
Noi Indipendentisti FNS, temiamo che qualche potentato POLITICO-ECONOMICO miri a tutto ciò, vi abbia intravisto una personale utilità.
Si vorrebbe far credere che Messina, la gloriosa Messina, la città dei due mari, in realtà avrebbe ben poco in comune col resto della Sicilia. Paradossalmente, invece, ci vorrebbero convincere dell’opportunità, della necessità, dell’ineluttabilità della creazione di una “regionicchia” dello Stretto, raccontandoci la favoletta, la MENZOGNA che l’unione tra Messina e Reggio sarebbe “conclamata a livello geografico, sociale, economico e culturale”.
Si spiega, allora, la NECESSITÀ di insistere con l’idea ASSURDA del PONTE-TRUFFA, del PONTE-IMBUTO.
Addirittura, quando non tengono altre argomentazioni, ci si viene a dire che è necessario realizzarlo, anche solo per non pagare penali alle imprese aggiudicatrici …
VERGOGNA!
In questo quadro si inserisce la tanto osannata eliminazione della province siciliane, di cui il dimissionario Presidente della Regione ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia.
A parere degli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu, anche questa manovra si inserisce in quel piano che mira a disgregare la Sicilia, a creare la Sicilia delle municipalità, senza alcun altro “collante” tra realtà territoriali storicamente conclamate e riconosciute. In modo da rendere più facile, in un prossimo futuro, la disgregazione completa della Sicilia in macro-aree territoriali. Le REGIONICCHIE, per l’appunto!
Ed allora è bene che i Siciliani tutti aprano gli occhi e, comunque possano pensarla, riacquistino e riassaporino il gusto di appartenere ad un Popolo, un unico Popolo.
A N T U D U !
Palermu, 26 Mayu 2012
per la Segreteria Nazionale FNS
Kurrahu MIRTO
Pippu SCIANO’
Arturu FRASCA
