“Nessun dorma”!

KUMMUNIKATU FNS

SCIANÒ: «FRATERNA SOLIDARIETÀ ALLE POPOLAZIONI
DELLE REGIONI “CONTINENTALI” COLPITE DA
UN ECCEZIONALE FENOMENO SISMICO»
«ALLERTIAMO, PERÒ, LA REGIONE SICILIANA: NESSUN DORMA!»
«L’ F.N.S. PROPONE L’ESEMPIO ED IL MODELLO ADOTTATI
CON SUCCESSO DAL GIAPPONE»
MIRTO: «DIAMO ATTO DELLA DIGNITÀ DIMOSTRATA
DALLE POPOLAZIONI DELL’EMILIA ROMAGNA»
«MA I DANNI SONO DANNI, E SONO SPESSO IRREPARABILI»
«ED I MORTI RECLAMANO GIUSTIZIA E VERITÀ»
«È MANCATA LA PREVENZIONE E FORSE È MANCATO
QUALCOSA DI PIÙ IMPORTANTE»

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu rinnovano la loro solidarietà e la fraterna partecipazione al dolore a tutti gli abitanti del Centro e del Nord-Italia (ed in particolare agli EMILIANI ed ai ROMAGNOLI) coinvolti da un TERREMOTO di eccezionale gravità, ancora in corso.
Non si può inoltre non esprimere ammirazione per la dignità e la consapevolezza dimostrate dalle popolazioni interessate, nonostante il susseguirsi di lutti, di crolli, di “DISASTRI” e di disagi di ogni tipo.
Ciò, ovviamente, non esime alcuna istituzione dal dovere di fornire soccorsi, servizi essenziali, centri di accoglienza ed alloggi adeguati e sostitutivi degli alloggi distrutti e/o pericolanti.
La “Protezione Civile” è chiamata, oggi, a dare il meglio di se stessa.
La “classe politica” ed i partiti dominanti in Italia devono, a loro volta, prendere consapevolezza del fatto che è mancata la PREVENZIONE. Il terremoto, infatti, ha colto e continua a cogliere tutti di sorpresa. È un succedersi terrificante di crolli di edifici antichi ed anche di edifici moderni. Ed è una realtà estremamente SCANDALOSA! E “MICIDIALE” in relazione soprattutto alla ricchezza, alla PRODUTTIVITÀ, alla modernità ed al benessere “economico – finanziario” di quelle Regioni, che vantano anche un patrimonio enorme di BENI CULTURALI e di testimonianze “storico – artistiche”. Oggi è tutto a rischio di estinzione!
* * *
Gli Indipendentisti FNS si permettono, altresì, di ESPRIMERE dalla Sicilia, che è terra ad altissima esposizione sismica, l’AUSPICIO che, nello STATO ITALIANO, si provveda a migliorare e a modernizzare il SISTEMA “PROTEZIONE CIVILE” ed il controllo del TERRITORIO ad ogni livello. Deve infatti trionfare la cultura della “Prevenzione“. E devono essere applicate REGOLE edili ed urbanistiche adeguate. Deve essere seguito l’ESEMPIO del Giappone, che ha saputo fronteggiare disastri e catastrofi molto più consistenti. Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
* * *
L’ FNS esprime ovviamente l’AUGURIO (e si batterà affinché ciò possa avvenire) che il “modello”, la SVOLTA CULTURALE e POLITICA e l’esempio del GIAPPONE siano adottati con la dovuta serietà anche in SICILIA, dove il bisogno è maggiore, considerate le CARENZE dei partiti e della classe pseudo dirigente qui dominanti, che nella stragrande maggioranza pretendono con arroganza la realizzazione del PONTE-IMBUTO sullo Stretto di MESSINA. E … che sanno fare anche di peggio. VERGOGNA!
In Sicilia, purtroppo, si è persa e si continua a perdere persino l’occasione di trarre insegnamento dal disastro “biblico” provocato dal “TERREMOTO-MAREMOTO” (oggi si direbbe “TSUNAMI”) del 1908.
Insomma riconosciamolo! Il “NESSUN DORMA” è una esortazione che vale per tutti, ma soprattutto che vale per noi stessi, per il Popolo Siciliano, cioè. La Sicilia è infatti una “ISOLA-NAZIONE” (o “arcipelago – nazione”) ad altissimo tasso di sismicità che deve fare tesoro dell’esperienza di un’altra ISOLA – NAZIONE (o “arcipelago – nazione”) molto più grande e molto più importante … il GIAPPONE, appunto!
Non aggiungiamo altro.

A N T U D U !

Palermu, 31 Mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Murazzu Ruttu, 67° anniversario

KUMMUNIKATU FNS

DOMENICA 17 GIUGNO 2012, ALLE ORE 17,
IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DEL 67° ANNIVERSARIO
DELL’ECCIDIO AVVENUTO ALLE PORTE DI RANDAZZO
APPUNTO IL 17 GIUGNO 1945, ‘U FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU
COMMEMORERÀ TUTTI I CADUTI DELL’ESERCITO VOLONTARIO
PER L’INDIPENDENZA DELLA SICILIA.
E RIPORTERÀ SUL TAPPETO LA “QUESTIONE SICILIANA”
CHE È LA “QUESTIONE DI UNA NAZIONE ABROGATA”

Nel solco di una tradizione mai interrotta, domenica 17 giugno 2012, alle ore 17, presso il “CIPPU” dedicato ai Caduti dell’EVIS l’FNS commemorerà i Caduti dell’EVIS ed il tragico periodo storico degli anni che vanno dal 1943 al 1946
In particolare saranno ricordate le figure ed il ruolo di Antonio CANEPA, docente dell’Università di Catania, che con lo pseudonimo di “MARIO TURRI” fu il primo Comandante dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia); Carmelo ROSANO, studente universitario laureando in economia e commercio, Vice Comandante dell’EVIS; Giuseppe LO GIUDICE, giovanissimo volontario e studente ginnasiale.
Saranno anche ricordati i militari dell’EVIS Francesco ILARDI e Raffaele DI LIBERTO, morti in circostanze e luoghi diversi ma nello stesso contesto storico e politico, nel corso della lotta popolare per l’Indipendenza ed il riscatto della Sicilia.
Saranno ricordati altri protagonisti della lotta indipendentista, conosciuti e non, che sopravvissero alle vicende guerrigliere di quel periodo e che continuarono a lottare con metodi pacifici per la Causa Siciliana, anche a costo di enormi sacrifici personali ed economici (Andrea Finocchiaro Aprile, Concetto Gallo, Attilio Castrogiovanni e tanti altri che è impossibile ricordare in questa sede).
La commemorazione di quest’anno ha un significato particolare, intanto per i tentativi e le CONGIURE in corso per manomettere e per cancellare la MEMORIA STORICA, la IDENTITÀ, anche dai punti di vista istituzionale, giuridico e geografico della Sicilia. Nonché per Assassinare la stessa Sicilia ed il suo “ruolo” di soggetto forte in Europa nel Mediterraneo e nel mondo.
Un ruolo rispettabile, nonostante sostanzialmente la Sicilia sia oggi colonia di fatto (interna allo Stato italiano) asservita agli interessi EGEMONI del Settentrione d’Italia. Un ruolo che però la Sicilia potrebbe perdere di colpo se dovessero riuscire gli IGNOBILI tentativi di smembrare il territorio siciliano in due o tre REGIONICCHIE. Pericolo, questo, reale ed incombente.
Si pensi, infatti, ad esempio alle “grandi manovre” in corso per istituire la REGIONICCHIA “CALABRO-SICULA” dello Stretto che prevede lo smembramento della Città e della Provincia di Messina dalla Sicilia per farne una UNICA “REGIONE MOSTRO” (oltre che una CITTÀ MOSTRO) attraverso l’ACCORPAMENTO alla Città e alla Provincia di Reggio Calabria. Insomma: la nobile, antica e gloriosa MESSINA deve “scomparire” così come deve “scomparire” tutta la SICILIA.
A RANDAZZO, dal Cippu di Murazzu Ruttu i VERI SICILIANI, in particolare i veri MESSINESI ribadiranno il loro NO a tanto scempio …
Lo stesso sdegno i VERI SICILIANI mostreranno per il PROGETTO DEL PONTE sullo STRETTO (che rientra fra l’altro nella logica di legittimare la Regionicchia dello Stretto). Ed il mutamento anche giografico della Sicilia che da ISOLA diventerebbe PENISOLA e sottosuola dello STIVALE, arpionata dal PONTE-IMBUTO. Senza alcun referendum sulla volontà dei Popoli più direttamente interessati. E cioè del Popolo siciliano e del Popolo Calabrese.
Non parliamo, poi, dello STATUTO SPECIALE di AUTONOMIA, emanato il 15 maggio del 1946, mai applicato in questi 66 anni, nonostante fosse scaturito da un “PACTUM” contratto fra i rappresentanti del Popolo Siciliano in armi ed il Governo italiano dell’epoca.
Abbiamo così un “PACTUM” violato, un’Autonomia Speciale vanificata ad uno Statuto calpestato unitamente ai Diritti Costituzionali del Popolo Siciliano. Una vera, oltraggiosa, PRESA in giro per CANEPA e per gli altri Martiri che avevano sacrificato la loro stessa esistenza non già per l’Autonomia Regionale quanto piuttosto per l’Indipendenza e la libertà della Sicilia.
Ed ovviamente una PRESA in GIRO anche e soprattutto per quei Siciliani in buona fede, che avevano finito con l’accettare il COMPROMESSO dell’Autonomia per porre fine allo spargimento di sangue. Avevamo, tuttavia, posto la “condizione” IRRINUNCIABILE che lo Statuto Siciliano avesse quell’impostazione federalista che ne potesse salvaguardare nel tempo il ruolo di “QUASI-STATO”. Certamente quello di accettare il compromesso fu un errore imperdonabile, considerato l’antico contenzioso che già esisteva fra lo Stato Italiano ed il Popolo Siciliano fin dal 1860. E considerate le continue VIOLAZIONI dei Diritti Umani consumati in Sicilia dai vari governi italiani, sempre dal 1860 in poi.
Insomma: a Randazzo l’FNS ribadirà che non si può violare quello STATUTO che, – come ebbe a scrivere Attilio CASTROGIOVANNI, – era stato scritto, – articolo per articolo, – con il sangue del Popolo Siciliano.
E che non è consentito ad alcuno (neppure a quanti si qualificano SICILIANISTI) contrabbandarne la SPECIALITÀ, né concedere AMNISTIA per le violazioni del PACTUM e per le MANIPOLAZIONI o STRUMENTALIZZAZIONI dello Statuto.
Tutti a Murazzu Ruttu, dunque, il 17 giugno del 2012. Per onorare i Martiri dell’EVIS e per rispettarne la volontà.
Come? Aprendo, intanto, una nuova pagina della Storia Siciliana del Terzo MILLENNIO e rivendicando il diritto al futuro e il diritto per il Popolo Siciliano, per la Nazione Siciliana, di riabbracciare gli altri Popoli del Mondo!

A N T U D U !

Palermu, 26 Mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

I perché di una “regionicchia”!

KUMMUNIKATU FNS

QUALI LE MOTIVAZIONI ADDOTTE PER L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE SICILIANE E LA CREAZIONE DI UNA SICILIA DELLE MUNICIPALITÀ?
FORSE PER DISAGGREGARE LA SICILIA STESSA E RENDERNE PIÙ FACILE IL SUO SMEMBRAMENTO?
DOVE NON HA POTUTO LA STORIA, ANZI, LA MISTIFICAZIONE DELLA STORIA, CI SI PROVA CON LA CANCELLAZIONE DELL’UNITÀ, DELLA STESSA IDENTITÀ DEL POPOLO SICILIANO.

Gli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” ribadiscono il loro fermo “NO” ai tentativi, neanche troppo celati, di smembrare la Sicilia in due o tre regionicchie.
Dove non si è riusciti con la MISTIFICAZIONE, con la FALSIFICAZIONE della Storia, adesso ci si tenta col tentativo di cancellare la stessa IDENTITÀ, l’UNITÀ di un Popolo, che proprio della sua unitarietà e di un fortissimo spirito di solidarietà ha da sempre fatto la propria bandiera.
Si è fatto credere che la Sicilia abbia voluto fortissimamente unirsi all’Italia, col plebiscito del 21 ottobre 1860. Poco importa che, a votare, fu meno di un quinto della popolazione e che da più parti si sia parlato di brogli, di intimidazioni, di voto non segreto.
Nelle stesse pubblicazioni che hanno inteso celebrare la Sicilia e la sua annessione all’Italia, si è stati capaci di cancellare, di netto, mezzo secolo di storia della Sicilia, “saltando” dal 1812 al 1860. Mezzo secolo caratterizzato da moti e tumulti, nel 1820-21 e nel 1837, e dalla Rivoluzione del 1848, a testimonianza dello spirito antiborbonico e dell’aspirazione del Popolo Siciliano ad affermare il DIRITTO, storicamente inconfutabile ed indiscutibile, alla propria autodeterminazione e indipendenza. Vale la pena ricordare come la Costituzione Siciliana del 1848 sia stata, per l’epoca, un esempio di costituzione progressista e liberale e come l’articolo 2 recitasse: “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente”!
Evidentemente, quei cinquant’anni di Storia risultavano e risultano scomodi …
In tempi più recenti, si è voluta cancellare la verità storica che portò alla concessione dello Statuto Speciale di Autonomia della Regione Siciliana, il 15 Maggio 1946, Statuto che è legge costituzionale dello stato italiano, per quanto disattesa. Si è inteso celare come esso desse sostanzialmente esecuzione al “PACTUM” stipulato, alcune settimane prima, fra i rappresentanti del Popolo Siciliano in armi ed il Governo italiano. Un “PACTUM” col quale si era cercato e si era riusciti, tra l’altro, a fermare gli spargimenti di sangue e a porre fine alla guerriglia separatista, ancora in corso in ogni provincia siciliana.
Si preferisce non fare menzione degli oltre mezzo milione di iscritti al primo, VERO, Movimento Indipendentista Siciliano di Andrea Finocchiaro Aprile, in quegli stessi anni.
Si è cancellata una Storia orgogliosa, fatta di 686 anni di indipendenza, dal 1130 al 1816.
Si vorrebbe cancellare un bandiera “vecchia” di 730 anni
e che ebbe origine dal patto d’alleanza stipulato il 3 aprile 1282 tra le città di Palermo (il giallo) e di Corleone (il rosso), a seguito della rivolta antifrancese del Vespro, scoppiata il 30 marzo dello stesso anno. E con essa si è oscurata, per lunghissimo tempo, la figura di un grande re, Federico III, incoronato il 25 marzo 1296 nella cattedrale di Palermo.
Così come, ai giorni nostri, qualcuno sta provando a cancellare la stessa TRISCELE, il simbolo per antonomasia della Sicilia.
Si sono rimossi dalla Storia o, quantomeno, si è provato a farlo, i moti di Bronte, quelli di Castellammare del Golfo, la Rivoluzione cosiddetta del Sette e Mezzo, La Strage del Pane. La stragrande maggioranza dei siciliani, purtroppo, neanche conosce questa parte importante della propria Storia.
Non si è voluto e non si vuole riconoscere al Siciliano lo status di LINGUA, così come, invece, sancirebbe la stessa Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie, approvata il 25 giugno 1992, entrata in vigore il 1 marzo 1998, firmata dallo stato italiano il 27 giugno 2000 … ma non ancora ratificata …
Si fa finta che non sia vero che a quasi due secoli fa risale la costruzione, a Palermo, del primo cimitero in Europa senza distinzione tra classi sociali. Che il Sicilia, della Società Sicula Transatlantica del palermitano Salvatore De Pace, fu il primo piroscafo ad effettuare la traversata dal Mediterraneo verso l’America. Che in Sicilia furono edificati i primi orfanotrofi, ospizi, collegi, conservatori, strutture di assistenza e formazione. Che in Sicilia vi fosse uno tra i più bassi tassi di mortalità infantile, a fronte di una percentuale di medici per abitanti tra le più alte. E via discorrendo.
Fortunatamente, a fronte di tanti maldestri e malcelati tentativi, lo spirito Siciliano e Sicilianista è duro a morire e, negli ultimi tempi soprattutto, sta rialzando prepotentemente la testa.
La Sicilia fa paura. La Sicilia UNITA e FORTE, CONSAPEVOLE della propria STORIA e dei propri MERITI storici, fa paura.
Ecco, allora, che si prova per altre vie, si è tentato e si persiste nel progetto di SMEMBRAMENTO in due o tre “regionicchie”, adducendo le FALSE motivazioni che la Sicilia occidentale sarebbe diversa da quella orientale, addirittura antropologicamente!
Noi Indipendentisti FNS, temiamo che qualche potentato POLITICO-ECONOMICO miri a tutto ciò, vi abbia intravisto una personale utilità.
Si vorrebbe far credere che Messina, la gloriosa Messina, la città dei due mari, in realtà avrebbe ben poco in comune col resto della Sicilia. Paradossalmente, invece, ci vorrebbero convincere dell’opportunità, della necessità, dell’ineluttabilità della creazione di una “regionicchia” dello Stretto, raccontandoci la favoletta, la MENZOGNA che l’unione tra Messina e Reggio sarebbe “conclamata a livello geografico, sociale, economico e culturale”.
Si spiega, allora, la NECESSITÀ di insistere con l’idea ASSURDA del PONTE-TRUFFA, del PONTE-IMBUTO.
Addirittura, quando non tengono altre argomentazioni, ci si viene a dire che è necessario realizzarlo, anche solo per non pagare penali alle imprese aggiudicatrici …
VERGOGNA!
In questo quadro si inserisce la tanto osannata eliminazione della province siciliane, di cui il dimissionario Presidente della Regione ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia.
A parere degli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu, anche questa manovra si inserisce in quel piano che mira a disgregare la Sicilia, a creare la Sicilia delle municipalità, senza alcun altro “collante” tra realtà territoriali storicamente conclamate e riconosciute. In modo da rendere più facile, in un prossimo futuro, la disgregazione completa della Sicilia in macro-aree territoriali. Le REGIONICCHIE, per l’appunto!
Ed allora è bene che i Siciliani tutti aprano gli occhi e, comunque possano pensarla, riacquistino e riassaporino il gusto di appartenere ad un Popolo, un unico Popolo.

A N T U D U !

Palermu, 26 Mayu 2012

per la Segreteria Nazionale FNS
Kurrahu MIRTO
Pippu SCIANO’
Arturu FRASCA

Maggio 1943

KUMMUNIKATU FNS

NELLA RICORRENZA DEL 69° ANNIVERSARIO
RICORDIAMO I BOMBARDAMENTI, I MASSACRI,
LE DISTRUZIONI, LE VITTIME – IN SICILIA –
DEL MESE DI MAGGIO DEL 1943

L’FNS RICORDA CHE NEL MESE DI MAGGIO DEL 1943 TUTTE – O QUASI – LE CITTÀ, PICCOLE E GRANDI, DELLA SICILIA SUBIRONO BOMBARDAMENTI A TAPPETO DI ECCEZIONALE INTENSITÀ, DA PARTE DELLE FLOTTE AEREE DELLE POTENZE “ALLEATE”. MORTI, FERITI, DISTRUZIONI E DISPERAZIONE OVUNQUE, NON QUANTIFICATE, NÉ, ORMAI, QUANTIFICABILI.
NOI, INDIPENDENTISTI FNS, TUTTAVIA, NON VOGLIAMO DIMENTICARE, NON VOGLIAMO TACERE. PRETENDIAMO CHE SIANO ONORATE LE VITTIME. CHIEDIAMO CHE SIANO RIVISITATI I “LUOGHI” – DOVE ANCORA SUSSISTONO – LE “MACERIE” AFFINCHÈ LE RICOSTRUZIONI O LE TRASFORMAZIONI URBANISTICHE ED EDILIZIE SOPRAVVENUTE, IN CORSO O IN PROGRAMMA SIANO RISPETTOSE DELLA “STORIA”, DELLO STILE NONCHÉ DEI VALORI PREESISTENTI, DELLE PERSONE …
* * *
NON VOGLIAMO CIOÈ CHE TUTTO E TUTTI SIANO NUOVAMENTE SEPPELLITI, ANCHE QUESTA VOLTA, PER FARE PIÙ COMODO ALLA CULTURA DOMINANTE.
* * *
E RICORDIAMO PURE CHE, NÉ LA PRIMA, NÉ LA SECONDA GUERRA MONDIALE, FURONO VOLUTE DAL POPOLO SICILIANO, CONDANNATO A PAGARNE UN COSTO ALTISSIMO ANCHE IN TERMINI DI VITE UMANE. IL TUTTO SENZA ALCUNA COLPA, SE NON QUELLA DI ESSERE, DI FATTO, “COLONIA INTERNA” DELLO STATO ITALIANO (ALLORA REGNO D’ITALIA). E, IERI COME OGGI, SENZA ALCUN POTERE DECISIONALE.
PER CONCLUDERE RITENIAMO DOVEROSO SOTTOLINEARE CHE NEL CORSO DELLA 1° GUERRA MONDIALE (DICHIARATA APPUNTO IL 24 MAGGIO DEL 1915) LA SICILIA, PUR ESSENDO LA PIÙ LONTANA DAL “FRONTE” E DALLE ALTRE ZONE PIU’ DIRETTAMENTE COINVOLTE NELLE OPERAZIONI BELLICHE, EBBE IL MAGGIOR NUMERO DI MORTI.
NON FU UN CASO.
ANCHE SE SIAMO ORGOGLIOSI DI TUTTI I SICILIANI CHE PARTECIPARONO ALLE DUE GUERRE ED AI GIOVANI SICILIANI IMPEGNATI NELLE MISSIONI DI PACE, L’FNS VUOLE VERITÀ E GIUSTIZIA SUI MASSACRI DELLA 1° E DELLA 2° GUERRA MONDIALE.
SE I SICILIANI FURONO “CARNE DI CANNONE” LO VOGLIAMO COMUNQUE SAPERE.
ONOREREMMO I NOSTRI MORTI CON PIU’ AMORE.

A N T U D U !

Palermu, 24 Mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

NO all’Osservatorio dello Stretto!

SEGRETERIA PROVINCIALE DI MESSINA DU
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU
“SICILIA INDIPINNENTI”


C O M U N I C A T O FNS – KUMMUNICATU FNS

LA SEGRETERIA PROVINCIALE DI MESSINA DEL FNS
DICE NO
ALL’OSSERVATORIO TURISTICO DELLO STRETTO
PERCHE’ DICE NO ALLA “REGIONICCHIA” DELLO STRETTO

A parere degli Indipendentisti messinesi di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti”, l’ultima recente iniziativa congiunta delle Amministrazioni provinciali di Messina e Reggio Calabria volta, in prospettiva, a creare un Osservatorio Turistico della Regione dello Stretto è un evidente passo falso politico-amministrativo.
Motivi d’ordine sociale, economico, politico, storico e geografico sconsigliano, infatti, di profondere energie e le scarse risorse pubbliche in tale direzione.
E’ difatti del tutto evidente che la cosiddetta “Regione dello Stretto” è una prospettiva artificiosa che avrebbe l’unico, reale effetto di moltiplicare le spese creando un nuovo, pleonastico (non necessario) carrozzone politico-burocratico.
Quanto, poi, nello specifico stando alle dichiarazioni stampa lo scopo di “elaborare una strategia comune per la migliore fruizione e valorizzazione congiunta dei territori in chiave turistica” è davvero un qualcosa di aleatorio ed anzi rischia, concretamente, di danneggiare e confondere le fisionomie turistiche sia di Messina che di Reggio Calabria.
Sembra proprio che ci sia ancora chi, contro il volere dei Cittadini, contro ogni evidenza, coltivi siffatte, antiche fantasticherie.
Eppure è del tutto evidente che occorre operare e pensare, senza più indulgenze o tentennamenti, per modelli reali e concreti di sviluppo, anche turistico, di qui e di là dello Stretto.
Modelli che non hanno nulla a che fare, con vecchie chimere, come l’artificialissima “Regione dello Stretto”, figlia e risultante della medesima logica che produsse l’illusione devastante (e costosissima) del Ponte sullo Stretto.

ANTUDU!

Missina, 24 Mayu 2012

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.

Segreteria Provinciale di Messina du
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

c/o via Brunetto Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel.091329456
e-mail: fnsnews1282@libero.it
e-mail Segreteria Provinciale di Messina: fnsme@yahoo.it

sito web: http://fns-siciliaindipendente.org

«Nella lotta che abbiamo iniziato che sarà dura perché – certamente – i corruttori ed i corrotti scaglieranno tutto il loro livore contro di noi, saremo sorretti dalla collaborazione degli uomini onesti. Il nostro cammino sarà lungo, ma la vittoria non potrà non arriderci. L’indipendenza della Sicilia, diritto indiscutibile del nostro Popolo, sarà il punto di arrivo della nostra azione ma, nel contempo, costituirà il punto iniziale dell’elevazione economica morale e sociale della Sicilia tutta.»
Antonino Scalisi
Citazione da un intervento del primo Segretario
du F.N.S. del 6 febbraio 1966

Banca Siciliana!

KUMMUNIKATU FNS

GLI INDIPENDENTISTI FNS INSISTONO: «IN QUESTO PERIODO DI CRISI GALOPPANTE, OCCORRE UNA BANCA SICILIANA, A SOSTEGNO ED AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA SICILIA E CAPACE DI RISPONDERE ANCHE AI BISOGNI ED ALLE ESIGENZE DELLE FAMIGLIE».

Come ebbe a dichiarare, alcuni anni or sono, il Ministro Giulio TREMONTI, il MEZZOGIORNO d’ITALIA è l’unica “MEGA-REGIONE” EUROPEA, di grandi dimensioni, a NON DISPORRE di una grande BANCA, al servizio della propria ECONOMIA e del proprio SVILUPPO.
Ed è, in realtà, facilmente constatabile il fatto che tutte, o quasi, le grandi BANCHE del MERIDIONE d’ITALIA e della SICILIA siano scomparse, fagocitate dai grossi Gruppi bancari “continentali”, soprattutto italiani, europei e talvolta ASIATICI o AMERICANI.
Senza, peraltro, escludere rapporti ed intese con gli immancabili gruppi CINESI (per ora il vento soffia in poppa all’ESPANSIONISMO, – anche finanziario, – CINESE), che meritano una citazione a parte.
* * *
Abbiamo assistito, così, ad uno STRANGOLAMENTO “razionale” e NON CASUALE dell’economia siciliana. Abbiamo, ovviamente, assistito anche al massiccio e programmato ARRETRAMENTO dell’antico e glorioso BANCO DI SICILIA, prima, e poi alla sua “SCOMPARSA DALLA SCENA”. In quest’ultimo caso, la vicenda è descritta con precisione in due distinti articoli, rispettivamente di Carlo DOMINICI e di Giulio AMBROSETTI, apparsi sulla Rivista “EUROMEDITERRANEO”, edita dalla Fondazione FEDERICO II, nel mese di Marzo 2003. Due articoli molto interessanti, non letti però dal grande pubblico, in quanto quel numero della Rivista non arrivò mai nelle edicole, e conosciuti solamente attraverso la loro diffusione sui social network (http://www.facebook.com/note.php?note_id=421981411190).
Non è questa, tuttavia, la sede per approfondire una problematica così delicata e, nello stesso tempo, di grandi dimensioni, sotto ogni punto di vista. Torneremo sull’argomento.
* * *
Di fronte all’attuale crisi, di fronte alla mancanza di una strategia siciliana per l’economia siciliana, l’FNS ritiene che la prassi in vigore della RESA INCONDIZIONATA e dell’ASSERVIMENTO a quelle che sono le manovre dei POTERI FORTI, “adottata”, in un modo o nell’altro e quasi totalmente, dai Partiti dominanti in Sicilia e “PRATICATA” ovunque e comunque anche nelle Istituzioni (si pensi all’ARS e al Governo della Regione Siciliana), altro non sia, in sostanza, che la prova di una POLITICA ANTISICILIANA, ostile e disastrosa per gli interessi e per i diritti fondamentali del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. E per l’esistenza stessa della SICILIA.
* * *
Occorre, pertanto, una svolta decisiva, una vera e propria RIVOLUZIONE POLITICO-CILTURALE SICILIANA e SICILIANISTA.
In questo “quadro” va riproposta con forza la istituzione di una BANCA SICILIANA al servizio della SICILIA. Dobbiamo, cioè, svolgere, innanzitutto, un’azione radicale che coinvolga l’imprenditoria sana, le forze sociali, le forze politiche e tutto il Popolo Siciliano. In una grande iniziativa per ricostituire, in tempi brevi, un grande Istituto di Credito che cammini con le proprie gambe, che sappia stare sul Mercato e che sia al servizio dell’Economia siciliana. E che, soprattutto, tenga fuori della porta i mafiosi, i parassiti, i traditori della Sicilia, i “LOTTIZZATI” ed i fannulloni.
E – attenzione – dobbiamo escludere a priori i “contentini” e le solite “mezze misure” che in realtà tendono a NON FARE raggiungere l’OBIETTIVO PRINCIPALE.
* * *
Un’ultima precisazione: ci teniamo a far presente che, anche in questo caso, noi Indipendentisti FNS ci preoccupiamo di distinguere la “QUESTIONE SICILIANA” da quella che è la “QUESTIONE MERIDIONALE”. Ma lo facciamo con spirito di solidarietà e di fratellanza. Sappiamo bene, infatti, che i nostri fratelli meridionali (ed in particolare quelli appartenenti alla NAPOLITANIA, alla parte continentale, cioè, dell’EX STATO DELLE DUE SCILIE), hanno condiviso e condividono con noi Siciliani la turpe CONDANNA ad essere, dal 1860, COLONIZZATI e DENAZIONALIZZATI e posti AL SERVIZIO DELL’IMPERIALISMO INTERNO DELLE REGIONI SETTENTRIONALI e dei loro interessi.

A N T U D U !

Palermu, 24 mayu 2012

p. IL DIRETTIVO FNS
Kurrahu MIRTO
Karru MANGANO
Pippu SCIANO’

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

Via B. Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel. 091 329456
email: fnsnews1282@libero.it
sito web: http://fns-siciliaindipendente.org

A vent’anni dalla strage di Capaci!

KUMMUNIKATU FNS

NEL 20° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI,
ONORI E SENTIMENTI DI GRATITUDINE NEI CONFRONTI
DI GIOVANNI FALCONE E DI QUANTI HANNO SACRIFICATO
LA LORO VITA NELLA LOTTA CONTRO LA MAFIA


MA SOPRATTUTTO CONTINUAZIONE DEL CAMMINO VERSO LA LEGALITÀ
DA LUI INDICATO ED INTRAPRESO

Il 23 maggio, domani, ricorre il 20° anniversario della strage, avvenuta appunto il 23 maggio del 1992 a Capaci, e nella quale persero la vita Giovanni FALCONE, Francesca MORVILLO, Antonino MONTINARO, Rocco DI CILLO e Vito SCHIFANI (e rimase gravemente ferito l’autista COSTANZA, oggi Medaglia d’Oro al Valore Civile).
Noi Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, rivolgiamo i nostri sentimenti di gratitudine e di affetto alle VITTIME e CHIEDIAMO GIUSTIZIA e VERITÀ, rinnovando l’impegno di lottare contro la Mafia. Un fenomeno, questo, al quale, senza dubbio, sono stati inflitti ridimensionamenti e sconfitte e contro il quale sono in corso mobilitazioni e forti prese di coscienza, tanto in Sicilia che nel Mondo. Ma del quale dobbiamo, purtroppo, ammettere anche la persistenza nonché le pericolose interferenze nel territorio, nel mondo dell’economia, degli affari e della politica e forse anche nei rapporti internazionali.
Non sono da escludere complicità e contatti con il terrorismo, e/o l’adozione di metodi terroristici e stragisti. Così come è avvenuto a Capaci il 23 maggio del 1992 e come sarebbe avvenuto successivamente anche al di fuori del territorio siciliano.
Non escludiamo neppure contatti e complicità di livello internazionale con gli “STATI CANAGLIA” o con movimenti eversivi di vario genere.
Tutto ciò è, a dir poco, INQUIETANTE. E può diventare tanto pericoloso da mettere in crisi la stessa DEMOCRAZIA e la SOVRANITÀ degli STATI.
E, per quanto riguarda in modo specifico la Sicilia, tutti questi fattori ne impediscono la RINASCITA economica morale e politica.
Le considerazioni suddette possono apparire dissacranti e pessimistiche, ma non lo sono, perché sono REALISTICHE. E devono indurci non già alla rassegnazione, quanto, piuttosto, a lavorare di più e a lavorare meglio per la LEGALITÀ ad ogni livello. E a LOTTARE CONTRO LA MAFIA, con maggiore determinazione e senza COMPROMESSI.
E ci sia consentito di ribadire che, in questa lotta, gli Indipendentisti FNS devono essere, consapevolmente e coraggiosamente in prima linea, anche perché dai fatti di cronaca giornalistica e giudiziaria rimane confermata l’esattezza dell’assioma, secondo il quale “LA SICILIA NON SARÀ MAI LIBERA SE NON SI SARÀ, PRIMA, LIBERATA DALLA MAFIA”.
E ci sia permesso anche di riproporre una riflessione:

«GIOVANNI FALCONE È L’ “EROE DELL’UMANITÀ”, CHE HA SAPUTO ALLARGARE GLI ORIZZONTI E GLI OBIETTIVI DELLA LOTTA ALLA MAFIA”. IN QUANTO SICILIANO, INTUÌ – INFATTI, MEGLIO DI ALTRI, – QUALI FOSSERO I PUNTI DEBOLI ED I PUNTI DI FORZA DELLA PIOVRA MAFIOSA. E FORSE ANCHE QUALI FOSSERO I COLLEGAMENTI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI, VECCHI E NUOVI”. “UNA INTUIZIONE, LA SUA, DI SCOTTANTE ATTUALITÀ”»

NON LASCIAMOLO SOLO! ANTUDU!

Palermu, 22 Mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)


Auguri ad Orlando!

KUMMUNIKATU FNS

AUGURI DI BUON LAVORO A LEOLUCA ORLANDO!

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu rivolgono a Leoluca ORLANDO, eletto plebiscitariamente Sindaco di Palermo, gli AUGURI più sinceri di BUON LAVORO.
L’FNS esprime, altresì, la certezza che Orlando, – anche per l’aiuto delle tante persone oneste e di buona volontà che sono desiderose di buon governo, – farà il possibile per rispondere alle aspettative, alle speranze e alle esigenze della Città di Palermo e della Sicilia tutta.

A N T U D U !

Palermu, 22 mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

Via B. Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel. 091 329456
email: fnsnews1282@libero.it
sito web: http://fns-siciliaindipendente.org

Terremoto in Emilia-Romagna

KUMMUNIKATU FNS

TERREMOTO NELL’EMILIA ROMAGNA. SOLIDARIETA’ DEGLI INDIPENDENTISTI SICILIANI ALLE POPOLAZIONI COLPITE.
L’FNS RIPROPONE IL MODELLO ANTISISMICO GIAPPONESE …

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu esprimono la loro fraterna solidarietà e la partecipazione al dolore alle popolazioni dell’EMILIA-ROMAGNA, colpite dal recentissimo terremoto, il cui “sciame”, ancora in atto, ha interessato anche altre vaste aree del Centro e del Nord-Italia.
Nel dare atto della dignità e della “saggezza” dimostrate dalle popolazioni più direttamente coinvolte nel disastro, l’FNS auspica che gli interventi di soccorso, i servizi essenziali, i centri di accoglienza per gli “SFOLLATI” e alternativi alle abitazioni distrutte o pericolanti, l’assistenza sanitaria e finanziaria, le proposte di USCITA dall’EMERGENZA ed i progetti di ricostruzione, siano tempestivi ed adeguati alla gravità e alla drammaticità della tragedia, che si è abbattuta su una delle aree più ricche, più produttive, molto dotate di testimonianza storico-artistiche, e più belle del territorio della Repubblica Italiana.
* * *
Dalla Sicilia, che è terra ad altissima esposizione sismica, l’FNS fa partire l’auspicio che si provveda, finalmente, a migliorare e modernizzare il sistema di “PROTEZIONE CIVILE”, anche per tutto quanto riguarda la PREVENZIONE e le REGOLE URBANISTICHE, sull’esempio della SVOLTA INNOVATIVA che il GIAPPONE ha impresso in materia con ottimi risultati.
* * *
Ovviamente, l’FNS ritiene che l’esempio giapponese e la relativa SVOLTA culturale e politica debbano essere recepiti ed adottati, – soprattutto e con la dovuta SERIETA’, – in Sicilia. Qui, infatti, si continua a CIANCIARE persino del PONTE-IMBUTO sullo STRETTO di MESSINA, senza affrontare, con il dovuto impegno e con la dovuta LEALTA’, le problematiche legate alle CALAMITA’ NATURALI. E non solo! Si ignorano, infatti, persino le problematiche connesse con il progresso, con la salvaguardia dell’ambiente, nonché con la necessità di conquistare una migliore qualità della vita. E – dulcis in fundo – la “POLITICA POLITICATA” cerca di ostacolare, senza esclusione di colpi, la lotta per la rinascita ed il riscatto della stessa SICILIA.

A N T U D U !

Palermu, 21 mayu 2012

‘U Prisidenti FNS
(Kurrahu MIRTO)
‘U Sikritariu Pulitiku Nazziunali FNS
(Pippu SCIANO’)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

Via B. Latini, 26 – 90141 PALERMO – Tel. 091 329456
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Referendum in Sardegna

KUMMUNIKATU FNS

UNA LEZIONE DAL POPOLO SARDO.

Traendo spunto dai recenti cinque referendum abrogativi e dagli altrettanti consultivi, indetti in Sardegna ai sensi della legge regionale numero 20 del 17 maggio 1957 e tenutisi lo scorso 6 maggio, l’ingegner Crispino ABELLA, militante ed elemento di spicco du Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti”, ha fatto giustamente notare come il Popolo sardo sia stato capace di dare una indiscutibile dimostrazione di come sia possibile non arrendersi alla rassegnazione e di come sia altresì possibile battersi REALMENTE per il cambiamento, per il miglioramento della propria terra.
Utilizzando, tra l’altro, il più semplice, potente e democratico strumento di coinvolgimento popolare, l’unico mezzo che al popolo è concesso per decidere “in prima persona“: il REFERENDUM! E sebbene, in Italia, più di un esempio possa attestare come la volontà del popolo sia stata troppe volte calpestata e messa a tacere.
Vale la pena rapportare questa volontà, questa capacità del popolo sardo di volersi esprimere su questioni importanti, dal riassetto delle province alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna, dall’elezione diretta del Presidente della Regione alla riduzione dei componenti del Consiglio regionale e via discorrendo, con l’apatia, la rassegnazione, l’assuefazione e l’adattamento allo status quo, da tempo ormai mostrati da una larga parte del Popolo Siciliano.
Un popolo, quello siciliano per l’appunto, che dovrebbe andare fiero della propria STORIA, fatta di secoli di indipendenza; di lunghi periodi di eccellenza, in tanti campi, da quelli economici a quelli sociali; di una fierezza e di un orgoglio senza eguali; di uno indomito senso di appartenenza ad un POPOLO.
STORIA, purtroppo, troppo spesso e da troppe parti DIMENTICATA, se non addirittura SCONOSCIUTA.
Un popolo che si è tante volte battuto con ORGOGLIO per il proprio DIRITTO all’AUTODETERMINAZIONE, o anche solo perché gli si riconoscesse e gli si portasse il dovuto RISPETTO.
ORGOGLIO in gran parte smarrito.
Un popolo che ha avuto tanti EROI, che fossero battaglieri “lottatori”, o gente comune, quando non l’innocente ed incolpevole piccola Angelina ROMANO.
EROI ai più sconosciuti.
Smarrimento della STORIA, dell’ORGOGLIO, della conoscenza dei propri EROI, che, è bene tuttavia sottolinearlo, NON può essere interamente ed esclusivamente addebitato alla scarsa volontà del Popolo Siciliano. La Storia ufficiale, fatta anche di profonde, gravi e non sempre involontarie alterazioni della STORIA vera, ha prepotentemente contributo a tutto questo.
Concetti, questi, che i rappresentanti ed i militanti du Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” da tempo porgono alle valutazioni ed alle considerazioni di una platea la più ampia possibile, con interventi sulla rete, sui blog vicini al FNS, o direttamente nei vari incontri, convegni, dibattiti e attivi organizzati, non ultimi quelli di Enna, lo scorso dicembre, o di Modica, a fine febbraio.
Seppur con interpretazioni talvolta diverse rispetto al “politically correct”, che troppo spesso diventa semplicemente un “politicamente omologato”, ad esempio in tema di abolizione delle province, gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” si augurano e sperano sempre che anche il Popolo Siciliano sappia ritrovare nella propria interezza l’orgoglio e la consapevolezza della propria Storia e del rispetto che gli è dovuto. Tutto il resto verrà da solo!
E per questo, NON smetteranno mai di battersi.

A N T U D U !

Palermu, 20 Mayu 2012

Per la Segreteria Nazionale FNS
(Pippu SCIANÒ)
(Arturu FRASCA)

Si ringrazia per la cortese attenzione.
Il Delegato alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)

FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”
FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE”

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